Master in Behavioural Design

Primo master in Italia, è parte della più ampia iniziativa ICO Valley Academy: programmi di alta formazione sui temi dell’innovazione e del digitale.

Prenderà il via a settembre il primo Master in Italia dedicato al Behavioural Design, un progetto fortemente voluto da ICO Valley in collaborazione con il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino, Fondazione Torino Wireless, Confindustria Canavese e con il supporto di importanti player industriali.

Il Master è stato presentato venerdì 22 aprile al Bioindustry Park di Ivrea, con i saluti istituzionali del Sindaco di Ivrea Stefano Sertoli, della senatrice Virginia Tiraboschi, Presidente Comitato Promotore ICO Valley, dei Rettori dei due Atenei torinesi coinvolti, Guido Saracco per il Politecnico e Stefano Geuna per l’Università, e di Alessandro Busci, Direttore Fondi di Prelios SGR, società di gestione del Fondo Anastasia proprietario degli immobili ex Olivetti.

Sono intervenuti durante la presentazione Pier Paolo Peruccio, Coordinatore del Master, Paolo Neirotti, Direttore Scuola Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, Giuseppe Di Giuda, Vicerettore Università degli Studi di Torino, Simona Maschi, Co-fondatrice e coordinatrice Copenhagen Institute of Interaction Design e Mark Vanderbeeken, fondatore e CEO Experientia.

IL MASTER

Si tratta di un master professionalizzante di II livello, rivolto quindi a studenti che abbiano già conseguito una laurea magistrale. Un percorso formativo internazionale con l’obiettivo di veicolare attraverso il design i valori della sostenibilità (caratteristici del percorso Politecnico Design) generando nel singolo e nella comunità una nuova spinta consapevole ed engaging nell’adozione di comportamenti virtuosi. La sostenibilità è, infatti, campo piuttosto ampio che nelle sue numerose sfaccettature include aspetti sociali, ambientali ed economici; è quindi possibile ricondurvi ambiti molto diversi: dalla mobilità alla salute, dalla responsabilità civica a tutto il tema dell’educazione. L’obiettivo è fornire conoscenze ampie e ramificate per progettare servizi, applicazioni, artefatti e sistemi in grado di innescare cambiamenti comportamentali. Per raggiungere tale obiettivo il behavioural designer imparerà, ad esempio, la corretta progettazione e sperimentazione di strumenti diversi che includono al tempo stesso la scrittura di policy a livello territoriale, la comunicazione e il monitoraggio di nuove regole, l’interazione con strumenti digitali che strategicamente possono sostenere le persone durante la quotidianità.

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